EX CASERMA SANI: ORA SI PUO’CAMBIARE STRADA

Pubblicato da Filippo Bortolini il

La passeggiata promossa da ‘Resistenze Spaziali’ che si è concretizzata poi con un assemblea e il campeggio all’interno della ex caserma ‘Sani’, ha riacceso l’attenzione su un’area di circa 10 ettari nel cuore del Navile, abbandonata da decenni.

Come ‘Europa Verde Bologna’ condividiamo l’idea degli attivisti di partire dal recupero dell’esistente e dalla restituzione di questi spazi alla città. E proprio oggi c’è un’occasione concreta da cogliere.

Il precedente progetto urbanistico pensato per quell’area non ha trovato soggetti attuatori, come molti sanno, ed è scaduto nel giugno 2026.
Pensiamo che quel progetto debba essere ripensato perché immaginato in un’altra fase storica della vita della città.
Si parla di circa 53.000 mq di superficie edificabile con una assurda previsione dell’abbattimento di centinaia di alberi.

Oggi Bologna deve cambiare.


E dobbiamo riprogettare la città insieme tenendo conto dei cambiamenti climatici, delle isole di calore, della necessità di creare veri corridoi ecologici urbani e rendendo il suolo sempre più permeabile.

Per questo come Europa Verde pensiamo che sia necessario ripartire con un nuovo progetto per la ‘Sani’, che preveda:

-Recupero degli edifici esistenti pensando a soluzioni abitative per cittadini indigenti e studenti.

-⁠Salvaguardia e valorizzazione del verde e delle alberature.

-⁠ Destinazione degli spazi recuperabili a servizi, cultura, sport e funzioni sociali.

– ⁠Coinvolgimento del quartiere e delle realtà che hanno riaperto la discussione proprio su quell’area.

La stessa riflessione pensiamo debba riguardare anche le altre grandi aree militari dismesse, dalle ex caserme Mazzoni e Masini agli altri compendi ancora da rigenerare.

Le caserme infatti non dovrebbero essere semplicemente vendute per fare cassa perché sono pezzi di città e patrimonio pubblico.

E qui pensiamo che vi sia anche una questione da affrontare con ‘Cassa Depositi e Prestiti’ perché pensiamo che la valorizzazione economica di questi beni non possa essere l’unico criterio di scelta dell’Ente.

Se i valori richiesti sono tali da rendere sostenibili soltanto grandi operazioni immobiliari di privati, rischiamo di escludere proprio quei progetti pubblici, sociali e ambientali di cui Bologna necessiterebbe.


Pensiamo infatti che il valore di un bene pubblico non sia soltanto quello di mercato.
Per questo vogliamo lavorare insieme all’Amministrazione comunale affinché la scadenza del vecchio progetto diventi una nuova opportunità per Bologna.

Una ‘Sani diversa e’ possibile’, con meno cemento, più verde, più servizi e più spazio per la comunità.
Rigenerare ciò che abbiamo già è il modo migliore per costruire la città del futuro.

I Co-portavoce di Europa Verde di Bologna:
Valentina Marassi
Filippo Bortolini

Categorie: BOLOGNA

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