Basta coi tagli, si investa nella riconversione ecologica

Quest’anno la rete si è proprio scatenata sul tema del primo maggio. La festa del lavoro – o meglio la festa di chi il lavoro ce l’ha – è stata celebrata sottotono: ‘non è un bel primo maggio’ ha commentato la titolare del Welfare Elsa Fornero.

‘Festa del lavoro: manca il festeggiato’ recitano alcune vignette, ‘che fai il primo maggio? Risposta: aspetto il 27’ continuano altre e ancora ‘andiamo a festeggiare a piazza san giovanni? Risposta: andiamo a pregare a Lourdes’: sono solo alcuni esempi di immagini satiriche che circolano in giro e che cercano di difendere, con l’arma dell’ironia, una situazione insostenibile.

Stamattina ci sono i dati Istat a dare la dimensione del problema: i senza lavoro, in costante crescita, sono arrivati al 9,8%: i disoccupati sono saliti del 2,7% rispetto a febbraio e del 23,4% su base annua. Particolarmente preoccupante la disoccupazione giovanile che sfonda il 35,9% ‘ il tasso più alto dal gennaio 2004 (inizio delle serie storiche mensili), e addirittura iul maggiore dal quarto trimestre ’92, guardando le serie trimestrali.

Scende leggermente il tasso di inattivi (coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano, molti magari per sfiducia) che si attesta al 36,7%. Insomma, una buona metà della popolazione italiana non lavora (47,5%) e ieri non aveva un bel niente da festeggiare. Eppure un modo per creare lavoro ci sarebbe. E’ ed un modo che non solo darebbe vita a nuovi posti di lavoro, ma creerebbe anche più salute, più sicurezza, più indipendenza energetica.

Ed essere indipendenti dal punto di vista energetico significa anche non essere più così ‘sensibili’ alle crisi mondiali dovute al prezzo del petrolio o di altre risorse necessarie all’economia. Due parole: riconversione energetica.

Richiama l’argomento il presidente nazionale dei Verdi e candidato sindaco di Taranto Angelo Bonelli che cita uno studio della Bocconi – università di riferimento del nostro emerito primo ministro – secondo cui – «solo nel settore delle rinnovabili si possono creare 300 mila nuovi posti di lavoro».

Eppure, continua il leader ecologista, «con le scelte del ministro Passera nel campo delle energie pulite sono in pericolo anche i 160 mila esistenti». Come dopo la crisi del ’29 fu necessario un ‘new deal’, un ‘nuovo patto’ (sociale) per risollevare l’economia dopo la bolla finanziaria del ’29, anche oggi sarebbe necessario, secondo Bonelli, «avviare un Green New Deal e puntare con forza sulla conversione ecologica dell’economia, sull’efficienza energetica, sulle rinnovabili, sulla messa in sicurezza del territorio» per affrontare la crisi sistemica che sta mettendo in ginocchio l’Italia e l’Europa.

Invece il governo sembra voler incrinare sempre più il ‘patto sociale’ che regge ogni società continuando, aggiunge il candidato sindaco a Taranto, ad «aggredire i diritti delle fasce più deboli e a proporre tagli ai servizi essenziali per i cittadini come scuola, trasporti, sanità e sicurezza. Il governo si occupi, invece, di elaborare un piano straordinario che abbracci quattro settori essenziali per il Paese: le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, la lotta al dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio, gli investimenti sul trasporto pubblico».

Le risorse per fare questo ci sono, e i Verdi le ripetono, inascoltati, da mesi e mesi: basta tagliare di 15 miliardi le spese militari che continuano a superare i 40 miliardi di euro – cifra scandalosa in un periodo, come questo, di ‘vacche magre’, fare un accordo con la Svizzera per tassare i patrimoni italiani occultati nelle banche elvetiche ed introdurre una patrimoniale per i grandi patrimoni.

«Visto che i suoi ministri si stanno dimostrando non in grado, ma anzi dannosi – conclude Bonelli – Monti dovrebbe nominare un commissario straordinario per la Green Economy».

La riconversione ecologica è l’unica via maestra per uscire dal circolo vizioso di queste crisi mondiali sistemiche e mettere il paese in condizione di essere autosufficiente dal punto di vista energetico, salubre e sicuro dal punto di vista ambientale, e capace di offrire servizi a gente che lavora. E che possa festeggiare il primo maggio a testa alta.


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