Assemblea regionale Verdi Emilia-Romagna

Pubblicato da matteo badiali il

Sabato 1 febbraio 2014 si è svolta l’Assemblea regionale dei Verdi presso il cassero di Porta Galliera a Bologna.

L’assemblea, a cui hanno partecipato 60 iscritti, ha rinnovato gli organismi dirigenziali dei Verdi della Regione Emilia-Romagna.

Sono stati nominati Co-Portavoce regionali dei Verdi Arianna Bianchi e Paolo Galletti.

L’esecutivo regionale dei Verdi è composto da: Chiara Calanca, Beatrice Grasselli, Hassan Bassi, Gianmaria Casarini, Alberto D’Addese, Gabriele Serantoni, Sauro Turroni. Sono invitati permanenti alle riunioni dell’esecutivo Gabriella Meo (consigliera regionale) e Matteo Badiali (esecutivo nazionale dei Verdi).

Per il Consiglio Federale Nazionale sono stati eletti: Paolo Cagnoli, Paolo Galletti e Sauro Turroni.

L’assemblea regionale ha approvato 2 mozioni: una a sostegno dell’operato di Chiara Calanca, Assessore Comunale di Bastiglia, durante l’emergenza alluvionale che ha colpito il suo territorio; l’altra a sostegno della costituzione di un comitato scientifico a supporto dell’operato dell’esecutivo regionale dei Verdi.

Un sentito grazie a Luana Zanella (Co-Portavoce dei Verdi) e Giancarlo Pizza (Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Bologna) che hanno presenziato all’assemblea e Antonio Compagnoni (AIAB) che non ha potuto presenziare per ragioni di salute.

Di seguito, il testo della mozione, votata all’unanimità.

Organizziamo gli ECOPARTIGIANI.

L’appannarsi del buon governo tradizionale nella nostra regione e la marea montante del populismo in tutte le sue forme ci interrogano sul che fare oggi per mettere in pratica una politica ecologista.

Anche il rarefarsi della presenza storica dei Verdi in alcune province ci indica la crescente difficolta’ di una presenza ecologista.

I verdi in emilia romagna nascono nei primi anni ottanta e crescono con un’opera di penetrazione culturale e di opposizione politica al modello di sviluppo.

Una opposizione che ha sempre indicato puntigliosamente le alternative.

All’inizio degli anni novanta ,con il crollo della prima repubblica e la modifica in senso maggioritario dei sistemi elettorali

I verdi di questa regione diventano insieme con pds e popolari i fondatori del primo ULIVO Nel 1996.

Entrano anche nella maggioranza e nel governo della Regione con risultati tuttaltro che disprezzabili e con un consenso elettorale stabile.

L ‘uscita dall’ulivo nazionale nel 2008 e poi i vari insuccessi elettorali nelle liste europee e nazionali di SEL portano ad una crisi di consenso e ad un restringersi delle presenze negli enti locali, ma anche l’uscita di esponenti verdi verso il pd,verso sel, verso i grillini.

Oggi ,in Regione ,siamo nella maggioranza , ma senza responsabilita’ di governo.

In vari comuni governiamo con il centrosinistra ,magari senza avere eletti o assessori, in altri ci collochiamo all’opposizione.

Al di la di varie situazioni locali che vanno esaminate una per una, appare chiara la necessita’ di ridefinire e ricontrattare il patto regionale per il governo.

Su alcuni temi cruciali come la sanita’ si e’ perso lo smalto riformista e si procede con una visione sclusivamente aziendalista che penalizza un servizio fondamentale.

La costituzione della grande ausl della romagna ci ha visti dissenzienti ad ogni livello.

Ma anche la costruzione di autostrade come la cispadana ci vede convitamente contrari.

C’e’ molto da fare per costruire in emilia romagna un centrosinistra europeo che

Individui la strada per uscire dalla crisi nella conversione ecologica della societa’ e dell’economia.

Per questo occorre costruire realta’ locali di gruppi verdi di livello europeo ,capaci di aprire vertenze e di proporre soluzioni concrete.

Il movimento cinque stelle si e’ affermato Nella nostra regione prima che in altre.

Ma anche la sua crisi di democrazia E le sue contraddizioni si sono manifestate in primis nella nostra regione.

Recuperare alla buona politica molti cittadini abbagliati dalle sirene del populismo non sara’ facile.

Ma e’ il nostro compito di eco partigiani.


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