Una giornata di festa più che una protesta. Una bicifestazione appunto. Tante migliaia di biciclette (gli organizzatori hanno parlato di 50mila persone) concentrate in uno dei luoghi italiani più visitati dai turisti: i Fori Imperiali. E parafrasando i romani (quelli antichi), la manifestazione #salvaiciclisti ha preso il motto “veni, vidi, BICI”, perché il 28 aprile ha vinto la bicicletta, una volta tanto.
Persone che venivano in bici direttamente dalle periferie, pedalatori che si accodavano sulle consolari, sciami di due ruote che si addensavano nei pressi dell’Altare della Patria. Una giornata indimenticabile per chi ci è stato. Ad un certo punto passare da un lato all’altro diventava un’impresa degna di uno scalatore.
#salvaiciclisti è stato un passo postivo dal quale non si può tornare indietro. In concomitanza con la campagna inglese del Times, gli aderenti hanno chiesto in coro l’approvazione degli otto punti del manifesto alla base di questo evento.
Un monito alle amministrazioni, ai sindaci, alla politica di muoversi e portare avanti seri piani per la mobilità ciclabile, per evitare che continuino a morire persone in bicicletta investite da camion e guidatori distratti o che non rispettano il Codice della Strada.
«Bisogna fermare subito la strage di ciclisti che avviene nel nostro Paese, come dimostra anche l’ultimo drammatico episodio di Napoli dove ha perso la vita un altro ciclista». Lo dichiara Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi che hanno aderito e sostengono la campagna #Salvaciclisti. «I dati diffusi dagli organizzatori della manifestazione di Roma parlano di un vero e proprio bollettino di guerra. Per questa ragione è necessario che ci sia tolleranza zero per coloro che violano le norme del codice della strada e mettono in pericolo la vita di chi usa la bicicletta per i suoi spostamenti».
Presente alla manifestazione con la sua bici anche il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio, che ha criticato fortemente il sindaco di Roma Gianni Alemanno, per la sua propaganda a favore della mobilità ciclabile a parole ma non con i fatti e soprattutto gli stanziamenti finanziari. «Nulla ha fatto Alemanno nonostante le decine d’incidenti, alcuni dei quali mortali, che hanno coinvolto i ciclisti: zero piste ciclabili, zero percorsi protetti, zero parcheggi intermodali bici-mezzi pubblici, zero bike sharing. Per fortuna oggi abbiamo visto che i cittadini sono molto più avanti di questa amministrazione e hanno richiesto a gran voce un’inversione di rotta sulla mobilità».
Se dalla maggioranza capitolina di centrodestra arrivano fumose promesse dopo 4 anni in cui poco o nulla è stato fatto, Angelo Bonelli chiede direttamente un impegno a livello nazionale. «Chiediamo subito al Governo un piano straordinario per la mobilità ciclistica in Italia. E’ necessario che si apra un tavolo tra il governo nazionale e gli Enti locali per interventi per la sicurezza e i diritti di chi sceglie la bicicletta, un mezzo amico dell’ambiente, per la propria mobilità».
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