Rimpatri senza garanzie dal CIE di Bologna
Due ragazzi tunisini detenuti nel Cie di Bologna sono stati rimpatriati e altri quattro sono in attesa di essere riportati a casa perché la loro richiesta di permesso di soggiorno temporaneo, seppur presentata nei tempi utili dagli avvocati, non è stato accettata.
I tunisini sono stati espulsi in fretta e con un avviso che non è stato consegnato ai loro legali, ma direttamente a loro poche ore prima dell’espatrio e per questo motivo non hanno avuto il tempo di contattare il proprio difensore e chiederne l’intervento, questo nonostante nelle istanze del permesso di soggiorno i detenuti avessero eletto il proprio domicilio presso lo studio legale del difensore.
Questa è la notizia divulgata dal TPO, che oggi ha protestato con un presidio davanti all’Ufficio Immigrazione della Questura, in via Bovi Campeggi.
“La notizia mi colpisce – ha commentato la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo – soprattutto perché credo che, in un momento di emergenza, la trasparenza sia fondamentale e debbano essere garantiti a tutti il diritto ad un corretto procedimento amministrativo e l’intervento della difesa legale.”
“I tunisini, arrivati in Italia durante la prima ondata di sbarchi a metà febbraio, dopo due mesi in una struttura chiusa, avevano presentato istanza di permesso di soggiorno – aggiunge la consigliera Meo – e se anche a rigor di legge non fosse stato necessario avvertire gli avvocati in caso di un tale provvedimento, sarebbe stato tuttavia un gesto di buon senso e attenzione che poteva diminuire il senso di disagio e rendere più chiara la decisione che ancora non ha una spiegazione, perché i legali dei ragazzi non hanno ancora potuto visionare i loro fascicoli completi.”
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