di Marino Cavallo (da ‘Terra’ – quotidiano ecologista del 21-01-2011)
L’INIZIATIVA. Il Life Cycle Assessment (Lca) è la valutazione dell’impatto ambientale di un prodotto

L’ecodesign e la progettazione di beni e servizi compatibili con l’ambiente stanno diventando  degli ambiti di importantissima innovazione dei processi  industriali.  Il Life Cycle Assessment (Lca) è la valutazione dell’impatto di un prodotto, da quando è concepito fino allo smaltimento dell’ultima vite o dell’ultimo truciolo. Si tratta di una vera e propria biografia di una merce: dalla nascita  alla morte, alla  sua auspicabile resurrezione come componente di qualche altro prodotto. Così gli scarti diventano materie seconde per altri processi produttivi e il cerchio si può chiudere. Non tutti sanno che a Bologna esiste uno dei progetti chiave dell’Lca in Italia.
 
E’ coordinato dall’Enea e da alcuni anni promuove pionieristici progetti di formazione per i tecnici delle imprese e dei centri di ricerca e diffonde documentazione e pubblicazioni di livello internazionale per aggiornare sullo stato dell’arte di una metodologia di progetto in continua evoluzione. Si, perché l’Lca si sta estendendo ora anche al terziario e ci sono pionieristiche sperimentazioni nel settore del turismo e della gestione dei servizi alberghieri, per esempio. Enea gestisce una rete nazionale di esperti e tecnici che raccoglie consulenti, organizzazioni, ricercatori e istituti universitari seriamente impegnati nella diffusione dell’Lca. Un’occhiata al sito della rete è veramente molto istruttivo: www.reteitalianalca.it. Ci sono gruppi di lavoro tematici sui principali settori  produttivi: agroindustria, energia, edilizia, elettronica, legno, turismo, e altri nuovi ne stanno nascendo.
 
Nel sito è possibile trovare sezioni da cui si possono scaricare documentazione scientifica,  ricerche e studi di settore, informazioni su borse di studio e offerte di lavoro nel campo dell’Lca. Perché ormai la “biografia di un prodotto dal punto di vista degli impatti” non è una stranezza di qualche fissato dell’ecologia, ma una tecnologia produttiva efficiente e innovativa in grado di rendere più competitive le aziende. Basta citare alcuni casi su tutti, per restare nel nostro territorio regionale, di marchi molto noti impegnati in queste attività: l’acqua Cerelia, gli allevamenti della Granarolo, le bevande Valsoia, i tappi in alluminio della Pelliconi Spa.
 
E si tratta di un mercato in rapidissima espansione perché progettare in modo ecologico consente di  risparmiare e di fare un ottimo marketing di prodotto. L’acqua Cerelia – come biglietto da visita  per caratterizzarsi rispetto alla miriade di altre acque –  punta proprio sulle certificazioni ambientali e di prodotto. L’attenzione all’ambiente conviene alle aziende e quelle lungimiranti ci investono parecchio. Sarebbe utile adesso creare dei data base informatici per mettere in contatto domanda e offerta di materie prime e seconde.  Sarebbe anche un bell’esempio di imprenditoria verde, per giovani che vogliono inventarsi una professione, in un campo di sicuro sviluppo.


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.