La revisione al ribasso dei canoni per installare impianti di telefonia e radio-tv “e’ una ‘marchetta’ scandalosa del Comune di Bologna a favore di grandi multinazionali”.

Il portavoce dei Verdi di Bologna, Filippo Bortolini, tuona contro la delibera approvata lunedi’ dal commissario Anna Maria Cancellieri, che ha abbassato il costo di installazione delle antenne su suolo pubblico per gli operatori.

“I prezzi di mercato sono intorno ai 28-30.000 euro- attacca Bortolini- il Comune invece li ha dimezzati”. Oltre a spalancare le porte ai gestori della telefonia, da questa operazione Palazzo D’Accursio “subisce un grave danno, perche’ in precedenza incassava circa 500.000 euro dai canoni per gli impianti”.

Dunque, attacca Bortolini, “e’ una scelta sbagliata, soprattutto in questo momento di difficolta’ economiche”. Tra l’altro, sottolinea ancora il numero uno dei Verdi, “la crisi non ha certo toccato i gestori della telefonia.

La vicenda e’ molto strana, non dovevano essere facilitati”. Bortolini se la prende direttamente con il commissario, che ha ceduto al “pressing fortissimo” dei gestori portato avanti in questi anni.

“E’ uno scandalo- punta il dito il portavoce dei Verdi- da un lato Cancellieri fa tagli e chiede sacrifici a tutti, mentre dall’altro compie atti in favore di grandi multinazionali”. Le precedenti condizioni per i gestori erano state fissate dalla delibera approvata nel 2008 dalla Giunta Cofferati, ma sono scadute lo scorso 31 gennaio.

Ora Cancellieri “ha dimezzato i canoni e previsto concessioni di sei anni- critica ancora Bortolini- in precedenza i prezzi erano stati decisi in seguito a una contrattazione al Tavolo di programmazione partecipata. L’assenza di un sindaco ha facilitato gli operatori”, conclude il numero uno dei Verdi.

www.dire.it


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