Oggi nella sede di Via Galliera 2 alle 18 si tiene un incontro sul tema della mobilità
un tema che non riguarda solo il capoluogo ma si interseca saldamente alle realtà della provincia, non fosse altro che migliaia di pendolari ogni mattina, per motivi di studio po di lavoro, si spostano verso  Bologna.

ecco un spunto di riflessione  di Renzo Venturoli:

Mobilità a Bologna

La Federazione dei Verdi della Provincia di Bologna giudica negativamente l’entusiasmo espresso dagli amministratori della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Bologna in merito al via libera dell’Unione Europea alla realizzazione del Passante Nord di Bologna, purché in versione ridotta e invita le forze politiche a rimettere in discussione il tema della mobilità nell’area metropolitana.

L’ipotesi di una autostrada a nord di Bologna per il traffico passante risale a circa 10 anni fa e sono stati compiuti diversi studi, che hanno comportato costi che ricadono comunque sulle tasche dei cittadini, che ora, con il necessario ridimensionamento del progetto, non servono più a nulla.

Il Passante Nord è stato pensato come infrastruttura in grado di migliorare la mobilità autostradale nel tratto di Bologna realizzando un percorso alternativo all’attuale tratta – tra Borgo Panigale e San Lazzaro  su un nuovo percorso di circa 40 km. Questa deviazione permetterebbe di ampliare l’attuale tangenziale destinandola tutta quanta al traffico locale, seppur sottoposto a pedaggio.

Dell’infrastruttura autorizzata dall’Unione Europea non si sa nulla di preciso se non che deve attenersi ad un tracciato più breve, quindi più vicino alla città, in modo da considerare l’opera una variante dell’attuale tracciato autostradale  quindi non più una nuova opera e poterne affidare la realizzazione all’ente che gestisce l’attuale tratto, il quale detiene la concessione per la riscossione dei pedaggi.

I Verdi non potranno mai condividere un’opera definita strategica e di miglioramento della mobilità quando, in realtà, non si riesce a capire in cosa consistano queste migliorie.

Già nel 2008 uno studio dell’Istituto Superiore Formazione e Ricerca per i Trasporti ha stabilito che più del 70% dei trasferimenti nell’area bolognese avviene in un raggio di 10 km, per cui risulta evidente quanto possa essere inutile quest’opera dedicata a meno del 30% del traffico che insiste su Bologna.

E’ vero invece che – rispetto dieci anni fa – il traffico è diminuito (quando tutte le proiezioni matematiche sulla mobilità in quegli anni lo definivano in costante aumento), che gli interventi di mitigazione e la terza corsia dinamica hanno migliorato l’impatto ambientale e la mobilità in tangenziale e che la situazione di crisi economica dovrebbe indurre a maggiore riflessione sugli investimenti pubblici da realizzare.

I Verdi della provincia di Bologna invitano le forze politiche a riflettere sulle reali esigenze di mobilità dei nostri territori: non serve continuare a pensare ad un sistema di trasporto basato sulla gomma.
Considerato che la maggior richiesta di mobilità nasce dal pendolarismo verso il capoluogo sarebbe opportuno investire con decisione sul ferro, sul SERVIZIO FERROVIARIO METROPOLITANO, otto linee ferroviarie che, a raggiera, convergono sulla Stazione Centrale, un Km da piazza maggiore.

Categorie: EVENTI

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