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	<title>Verdi di Bologna e provincia</title>
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	<description>100% Legalità  100% Ambiente 100% Rinnovabili 100% Diritti e doveri 100% Ecologia della politica</description>
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		<title>Il solare è il futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROVINCIA]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 92% degli italiani ne è convinto. Intanto ricerche scientifiche migliorano le prestazioni del fotovoltaico Più di un italiano su...]]></description>
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p><strong>Il 92% degli italiani ne è convinto. Intanto ricerche scientifiche migliorano le prestazioni del fotovoltaico</strong></p>
<p>Più di un italiano su dieci ritiene che l’energia solare sia la fonte energetica del futuro. Il dato è emerso dal sesto rapporto “Gli Italiani e il solare” realizzato dall’Istituto di ricerca IPR Marketing che monitora ormai ogni sei mesi gli umori e le opinioni dei nostri concittadini sull’argomento.</p>
<p>Il risultato, a dire il vero, non sorprende: a partire dal settembre 2009, data del primo rapporto, il trend di crescita di ‘favori’ verso il solare è stato sempre positivo, passando esponenzialmente da un 53% iniziale all’80% di persone ‘pro’ nell’ultima indagine prima di questa.</p>
<p>Un elemento particolarmente importante risulta dal confronto fra le percentuali dell’ultimo anno, ovvero prima e dopo la tragedia di Fukushima e il referendum di giugno sul nucleare, con il quale gli italiani hanno definitivamente posto la pietra tombale sui folli disegni di ritorno all’atomo del governo Berlusconi.</p>
<p>Ricordate quale era la scusa più inflazionata all’epoca da parte dei ‘nuclearisti’ per scagliarsi contro il quesito prima, e il risultato poi? Gli italiani – si diceva – non possono esprimersi adesso per referendum perché vittime di ‘reazioni emotive’ indotte dal terremoto in Giappone.</p>
<p>Ebbene, la percentuale di persone che, nel sesto rapporto IPR, vede nel fotovoltaico il futuro ricalca la stessa del rapporto precedente del 2011, prima della tragedia del maremoto e della contaminazione nucleare.</p>
<p>La propensione degli italiani verso un tipo di energia ‘alternativa’ e pulita, come il solare, insomma, è frutto di convinzioni radicate e non momentanee.</p>
<div>
<p>Il dato poco positivo che emerge dal rapporto è, piuttosto, la differenza fra la percentuale di favorevoli al solare e quella di ‘informati al riguardo’.</p>
<p>Solo il 44% dichiara di essere ‘abbastanza informato’ sull&#8217;argomento: fra questi il 54% è rappresentato da giovani e il 49% dagli over 54 anni. Solo il 17% sa, ad esempio, che la durata di un pannello solare va dai 20 ai 30 anni e addirittura il 70% ha dichiarato di non sapere che un pannello di qualità può avere una durata di 25-30 anni producendo più o meno la stessa energia, a differenza di uno scadente che nel tempo, inevitabilmente, riduce e di molto la propria attività.  </p>
<p>Il problema maggiore, quindi, resta la carenza di informazioni sulla tecnologia fotovoltaica, sia con riguardo agli utenti (i cittadini) che ai costruttori e agli investitori. Senza investimenti pubblici alla ricerca e allo sviluppo, infatti, sarà dura sviluppare questo tipo di energia che, nonostante l’enorme potenziale, riesce attualmente a trasformare in elettricità solo una media del 20% del calore catturato dal sole.</p>
<p>Così la Cina, che negli ultimi anni è stato il più grande promoter delle energie rinnovabili e alternative, negli ultimi giorni ha dichiarato di voler allentare gli incentivi alla costruzione di tetti fotovoltaici o impianti &#8216;off grid&#8217; (per auto-consumo), dal momento che proprio la grande politica pubblica lanciata lo scorso anno &#8211; la &#8216;Golden Sun Program &#8211; per favorirli è riuscita ad abbattere i costi dei pannelli di circa il 47%.</p>
<p>Per la serie: adesso il settore può camminare con le sue gambe, fermi restando gli incentivi per le più innovative reti ‘smart’ e ‘grid’ che permetterebbero un migliore funzionamento della conversione calore/elettricità.</p>
<p>I miglioramenti della tecnologia solare, infatti, sono ancora in fase sperimentale: un esempio è il metodo concepito da Peter Bermel e colleghi del Massachusetts Institute of Technology.</p>
<p>Questa tecnica, che utilizza delle vere e proprie ‘trappole’ (senza l’uso dei costosissimi specchi) per concentrare più calore nei pannelli fotovoltaici, permetterebbe di arrivare a un 37% di calore solare trasformato in elettricità contro un massimo del 28% delle celle solari standard a base di silicio senza l’uso degli specchi parabolici e del 31% delle celle con specchi.</p>
<p>Un bel miglioramento, che dimostra come valga sempre la pena investire nella ricerca di questa tecnologia per il nostro futuro.</p>
<p>da <a href="http://www.verdi.it/">www.verdi.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Appello LIPU: &#8216;Esporre mangiatoie con grasso, briciole, dolci su balconi, davanzali e giardini</title>
		<link>http://www.verdibologna.it/2012/02/appello-lipu-esporre-mangiatoie-con-grasso-briciole-dolci-su-balconi-davanzali-e-giardini/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOLOGNA]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Allertati i centri recupero fauna selvatica gestiti dall’associazione Centri di recupero della fauna selvatica allertati e un invito a rifornire...]]></description>
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>Allertati i centri recupero fauna selvatica gestiti dall’associazione Centri di recupero della fauna selvatica allertati e un invito a rifornire di briciole dolci e pezzetti di grasso balconi, davanzali e giardini.</p>
<p>L’appello è della LIPU-BirdLife Italia, per aiutare la fauna selvatica che potrebbe trovarsi nei prossimi giorni in grave difficoltà a causa della neve e del gelo che fanno scarseggiare il cibo.</p>
<p>In questi giorni – sottolinea la LIPU &#8211; è molto utile, per aiutare pettirossi, merli, cince, passeri e verdoni, esporre una o più mangiatoie su davanzali e balconi o in giardino, dotandole di pezzetti di grasso e carne, croste di formaggio, frutta fresca e secca, briciole dolci, miscele di semi.</p>
<p>Le mangiatoie si possono anche realizzare in casa con materiali di recupero quali bottiglie di plastica, retine per agrumi o ortaggi o cartoni del latte. Vanno rifornite regolarmente, senza riempirle con quantità eccessive di cibo (che potrebbe deteriorarsi) e senza esporre mai cibo salato o piccante in quanto risulta tossico per gli uccelli.</p>
<p>La mangiatoia va appoggiata direttamente sul terreno, se disponiamo di un giardino grande e non frequentato da gatti; altrimenti va installata su un palo di ferro zincato a circa 1,5 metri di altezza. Quelle da appendere sono ottime per chi ha un balcone, ma si possono anche attaccare ai rami degli alberi.</p>
<p>“I nostri 12 centri recupero della fauna selvatica sono allertati per questa ondata di freddo che durerà diversi giorni – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU – Coloro che ritrovassero animali selvatici in difficoltà sono pregati di contattare il centro recupero più vicino, il cui elenco è disponibile sul nostro sito www.lipu.it, oppure, se troppo distante, le polizie provinciali o il Corpo forestale dello Stato. Domani sarò al nostro Centro recupero La Fagiana di Milano per fare il punto della situazione con i volontari”.</p>
<p>Numerose specie di uccelli insettivori cambiano in inverno per necessità la propria dieta: merlo, pettirosso, capinera e passera scopaiola si nutrono di briciole dolci (per esempio panettone e plum-cake), biscotti e frutta fresca; cinciarella, cinciallegra e picchio muratore di arachidi non salate, semi di girasole, pinoli sgusciati, frutta secca tritata (noci e nocciole).</p>
<p>Per uccelli granivori come passera d’Italia, fringuello, verdone e cardellino miscele di semi vari (miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole, mais spezzato.</p>
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		<title>I motivi del &#8220;NO&#8221; al People Mover di Bologna</title>
		<link>http://www.verdibologna.it/2012/02/i-motivi-del-no-al-people-mover-di-bologna/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOLOGNA]]></category>

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		<description><![CDATA[Ivan Cicconi, ingegnere esperto di infrastrutture e lavori pubblici, ci spiega i motivi del NO al People Mover.]]></description>
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>Ivan Cicconi, ingegnere esperto di infrastrutture e lavori pubblici, ci spiega i motivi del NO al People Mover.</p>
<p><iframe width="465" height="262" src="http://www.youtube.com/embed/e5ubQGvPQgM?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Campagna di obbedienza civile per il rispetto dell&#8217;esito referendario per l&#8217;acqua bene comune</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROVINCIA]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune]]></category>

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		<description><![CDATA[ed i rifiuti” Via della Fiera, 8 a Bologna Ore 11.30 alla RAI – Emilia-Romagna via della Fiera, 13 a...]]></description>
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p><a href="http://filippobortolini.files.wordpress.com/2012/01/logo_campagna_mauro_forte.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1881" title="il mio voto" src="http://filippobortolini.files.wordpress.com/2012/01/logo_campagna_mauro_forte.jpg" alt="" width="233" height="250" /></a><br />
ed i rifiuti” Via della Fiera, 8 a Bologna<br />
 <span style="text-decoration:underline;">Ore 11.30</span> alla RAI – Emilia-Romagna via della Fiera, 13 a Bologna</p>
<p>Per difendere la Democrazia, il rispetto degli esiti referendari abrogando la remunerazione<br />
 <strong>Venerdì 3 febbraio 2012</strong><br />
<span style="text-decoration:underline;">Ore 10.30</span> alla “Agenzia territoriale per l’Emilia Romagna per i servizi idrici del capitale dalla tariffa ed il diritto dei cittadini alla corretta informazione e la  libertà di espressione dei cittadini.</p>
<p>Cosenza</p>
<p><iframe width="465" height="262" src="http://www.youtube.com/embed/5BfozaobHqs?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Torino</p>
<p><iframe width="465" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/qn5QdDhghFo?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Roma</p>
<p><iframe width="465" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/-NgJD7Co558?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Blocchiamo il People Mover &#8211; Prima assemblea metropolitana</title>
		<link>http://www.verdibologna.it/2012/01/blocchiamo-il-people-mover-prima-assemblea-metropolitana/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOLOGNA]]></category>
		<category><![CDATA[no people mover]]></category>

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		<description><![CDATA[■tagli indiscriminati ad orari e linee ATC ■aumento del biglietto dell’autobus da € 1 a € 1,50 ■taglio dei vagoni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>■tagli indiscriminati ad orari e linee ATC</p>
<p>■aumento del biglietto dell’autobus da € 1 a € 1,50</p>
<p>■taglio dei vagoni destinati ai lavoratori pendolari</p>
<p>Sono solo alcuni degli effetti della crisi, e a farne le spese sono sempre gli stessi ma in un periodo di crisi così dura il COMUNE DI BOLOGNA decide di costruire il PEOPLE MOVER per collegare stazione ed aeroporto:</p>
<p>Una monorotaia da 120 milioni di euro contestata da autorevoli esperti di trasporto e la REGIONE EMILIA ROMAGNA regala 27 milioni di euro per un’opera utile solo ad arricchire i costruttori, invece di investire nel trasporto pubblico locale, come il Sistema Ferroviario Metropolitano</p>
<p>Il comitato NO PEOPLE MOVER ha portato all’attenzione del Consiglio Comunale i dubbi su questo progetto, raccogliendo in solo 20 giorni le firme di 3.700 cittadini che hanno chiesto un’istruttoria pubblica per avere chiarimenti, soprattutto alla luce di quanto avvenuto per il CIVIS il COMUNE DI BOLOGNA ha ignorato la richiesta dei cittadini e, sotto le pressioni della REGIONE EMILIA ROMAGNA e del costruttore CCC – CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI, ha deciso che procederà comunque all’apertura dei cantieri, con i relativi DISAGI ed ESPROPRI per gli abitanti delle zone interessate noi crediamo che invece sia necessario INVESTIRE per:</p>
<p>■ripristinare le linee ATC eliminate</p>
<p>■azzerare gli aumenti del biglietto dell’autobus</p>
<p>■completare il Sistema Ferroviario Metropolitano (terminando per esempio la STAZIONE AEROPORTO)</p>
<p>Pertanto BLOCCHEREMO IL PEOPLE MOVER per decidere insieme come fare vi invitiamo a partecipare alla</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PRIMA ASSEMBLEA METROPOLITANA NO PEOPLE MOVER </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>mercoledì 15 febbraio 2012 alle ore 20 presso la Sala del Baraccano – </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Via Santo Stefano 119 – Bologna</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sulle trivellazioni selvagge il Governo continua a sbagliare</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROVINCIA]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[BONELLI: &#8220;E&#8217; UN TRUCCO LEGISLATIVO CHE PERMETTERA&#8217; LE TRIVELLAZIONI NELLE FUTURE AREE MARINE PROTETTE&#8221; Il Consiglio dei ministri sta lavorando...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p><strong>BONELLI: &#8220;E&#8217; UN TRUCCO LEGISLATIVO CHE PERMETTERA&#8217; LE TRIVELLAZIONI NELLE FUTURE AREE MARINE PROTETTE&#8221;</strong></p>
<p>Il Consiglio dei ministri sta lavorando in queste ore sulle modifiche alla <strong>bozza del decreto liberalizzazioni</strong>, in cui riescono ad entrare anche norme pericolose come quella delle <strong>trivelle facili</strong>.</p>
<p>Giornali come <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/20/dirette/liberalizzazioni_il_decreto_in_cdm-28462074/" target="_blank">Repubblica</a> e <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-20/dday-liberalizzazioni-ultimi-nodi-094545.shtml?uuid=AaMdbMgE" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a> hanno annunciato nel primo pomeriggio la cancellazione della norma che, tra le altre cose, abbassava<strong> <a href="http://www.gabriellameo.it/not2011/item/30421-decreto-liberalizzazioni-trivelle-italia.html" target="_blank">il limite delle trivellazioni marine a sole 5 miglia dalle aree protette</a></strong>. Il fatto che fosse stata inserita è già un fatto inquietante, ma ancora più inquietante è ciò che è stato scoperto dai Verdi tra le righe di questa bozza.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p>«La norma sulle trivellazioni libere non è affatto scomparsa dal decreto sulle liberalizzazioni» denuncia Angelo Bonelli, presidente nazionale del partito ecologista. «Abbiamo scoperto il trucco che consente di fare trivellazioni petrolifere anche in 17 aree di straordinario pregio ambientale e che devono essere ancora inserite nel decreto che contiene l&#8217;elenco delle Aree protette, perché fanno parte dell&#8217;<a href="http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&amp;m=argomenti.html%7CMare.html%7Caree_marine_pro.html%7Caree_marine_di_.html" target="_blank">Elenco delle Aree Marine</a> di prossima istituzione».</p>
<p><strong>Ecco il comma killer rintracciato dai Verdi</strong>: &#8220;Nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi gia&#8217; rilasciati alla data di inserimento della stessa nell&#8217;elenco di cui al decreto 27 aprile 2010 e sue modifiche e integrazioni&#8221;.</p>
<p>Con questo comma sarà possibile avviare nuove trivellazione nelle seguenti aree che sono aree marine protette di prossima istituzione:</p>
<p>Procedimenti in corso<br />
1) Area marina protetta Costa del Piceno;<br />
2) Area marina protetta Isola di Gallinara;<br />
3) Area marina protetta Arcipelago Toscano;<br />
4) Area marina protetta Costa del Monte Conero;<br />
5) Area marina protetta Capo Testa &#8211; Punta Falcone;<br />
6) Area marina protetta Golfo di Orosei &#8211; Capo Monte Santu;<br />
7) Area marina protetta Isole Eolie;<br />
 <img src='http://www.verdibologna.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Area marina protetta Isola di Pantelleria;<br />
9) Area marina protetta Penisola Salentina;<br />
10) Area marina protetta Pantani di Vindicari;<br />
11) Area marina protetta Arcipelago della Maddalena;</p>
<p>Procedimenti in fase di avvio<br />
12) Area marina protetta Monti dell&#8217;Uccellina &#8211; Formiche di Grosseto &#8211; Foce dell&#8217;Ombrone Talamone;<br />
13) Area marina protetta Costa di Maratea (L. 394/91);<br />
14) Area marina protetta Isola di Capri;<br />
15) Area marina protetta Isole Pontine;<br />
16) Area marina protetta Monte di Scauri;<br />
17) Area marina protetta Isola di San Pietro.</p>
<p>«Inoltre la norma va letta anche alla luce di quanto previsto al comma 2 dell&#8217;art. 21 del decreto, che prevede che possano essere rilasciati provvedimenti conseguenti o comunque connessi (la formulazione è volutamente vaga&#8230;), comprese proroghe o il rilascio di concessioni conseguenti a un rinvenimento di un permesso di ricerca già rilasciato &#8211; continua il leader ecologista -. Attenzione, perché la norma dice espressamente che se il permesso è relativo ad un&#8217;area protetta di nuova istituzione, il rilascio della proroga è comunque possibile se questo avviene prima dell&#8217;inserimento in Elenco Ufficiale. Vale a dire: &#8220;oggi ti rilascio il permesso, domani inserisco l&#8217;area protetta in elenco, e tu petroliere hai un titolo perfettamente valido&#8230;&#8221;».</p>
<p>Queste norme, va ricordato, devo ottenere il consenso dei ministri competenti in materia. «Chiediamo immediate spiegazioni al ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini come mai sta consentendo anche con il suo parere favorevole alle trivellazioni in aree marine protette prossime all&#8217;istituzione?».</p>
<p>L&#8217;Italia sta decidendo di favorire i grandi gruppi petroliferi a scapito dell&#8217;ambiente, del paesaggio, e del turismo sostenibile e di qualità. «Perché il ministero dell&#8217;Ambiente non tutela patrimoni naturali di straordinario rilievo come l&#8217;Isola di Pantelleria, le Isole Eolie? Con queste norme si fa semplicemente un favore ai petrolieri svendendo aree di enorme pregio naturalistico e che andrebbero tutelate senza se e senza ma».</p>
<p>da <a href="http://www.verdi.it/">www.verdi.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Sintexcal : &#8216;Ora serve blocco attività e delocalizzazione&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOLOGNA]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria]]></category>
		<category><![CDATA[sintexcal]]></category>
		<category><![CDATA[valli zaban]]></category>

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		<description><![CDATA['La qualità dell'aria è pessima per il grande traffico, ma in città non possono più coesistere attività come quella della Sintexcal a 'Santa Viola' o la Sitfa in zona 'Croce coperta'.

Queste le parole di Filippo Bortolini - Presidente dei Verdi di Bologna - che commenta la notizia delle irregolarità che Arpa ha riscontrato dopo un controllo all'interno dell'azienda produttrice di asfalto di via Agucchi.]]></description>
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>&#8216;La qualità dell&#8217;aria è pessima per il grande traffico, ma in città non possono più coesistere attività come quella della Sintexcal a &#8216;Santa Viola&#8217; o la Sitfa in zona &#8216;Croce coperta&#8217;.</p>
<p>Queste le parole di <strong>Filippo Bortolini &#8211; Presidente dei Verdi di Bologna </strong>- che commenta la notizia delle irregolarità che Arpa ha riscontrato dopo un controllo all&#8217;interno dell&#8217;azienda produttrice di asfalto di via Agucchi.</p>
<p><strong>Bortolini &#8211; già consigliere e vicepresidente del Quartiere Reno dal 1999 al 2009 &#8211; continua la sua analisi:</strong></p>
<p>&#8216;Nel 1999 fui il primo a denunciare nel consiglio di quartiere l&#8217;insostenibilità della presenza di un&#8217;azienda insalubre di prima classe come la Sintexcal all&#8217;interno di un quadrante ormai residenziale come Santa Viola.<br />
Allora si provò a realizzare una delocalizzazione in una APEA (area produttiva ecologicamente attrezzata) nei pressi di Calderara, ma logiche da campagna elettorale fecero tramontare l&#8217;accordo. Ora serve un piano coordinato con la provincia per trovare soluzioni celeri per le delocalizzazioni&#8217;.</p>
<p><strong>Conclude Bortolini:</strong></p>
<p>&#8216;Basta con i permessi temporanei di un anno, basta con gli adeguamenti tecnologici che non servono a nulla, basta prescrizioni che non vengono rispettate.<br />
Ora serve solo un piano per allontanare dal tessuto urbano della Sintexcal, la Rimondi che gestisce oli esausti sulle rive del Reno , la Sitfa che innonda di puzza &#8216;croce coperta&#8217; e le aziende della &#8216;Noce&#8217; come la ValliZabban e Coop Costruzioni.</p>
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		<title>Smog: Emilia-Romagna fuorilegge</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROVINCIA]]></category>
		<category><![CDATA[gabriella meo]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria]]></category>

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		<description><![CDATA[“Continua la cosiddetta “emergenza smog” nella pianura padana e in Emilia-Romagna tutte le città si avviano a sfondare il tetto di sforamenti consentiti dall’Unione europea già nei primi mesi dell’anno, anticipando in questo modo un 2012 fuorilegge per l’Emilia-Romagna.”
Commenta così la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo dopo aver esaminato il bollettino di Arpa relativo ai rilevamenti di polveri sottili effettuati ieri dalla rete di centraline nelle città della nostra regione.

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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>“Continua la cosiddetta<strong> “emergenza smog”</strong> nella pianura padana e in Emilia-Romagna tutte le città si avviano a sfondare il tetto di sforamenti consentiti dall’Unione europea già nei primi mesi dell’anno, anticipando in questo modo un 2012 fuorilegge per l’Emilia-Romagna.”</p>
<p>Commenta così la consigliera regionale dei Verdi <strong>Gabriella Meo</strong> dopo aver esaminato il bollettino di Arpa relativo ai rilevamenti di polveri sottili effettuati ieri dalla rete di centraline nelle città della nostra regione.</p>
<p>“I livelli di PM10 hanno oltrepassato in tutte le città – continua la consigliera Meo – il livello di protezione della salute umana, che l’Unione europea ha stabilito in 50 microgrammi per metro cubo di media nelle 24 ore, in molti casi perfino raddoppiandolo, come a Piacenza (104 <strong><strong>µg/m3), a Parma (129 µg/m3), a Reggio Emilia (120 µg/m3), a Modena (116 µg/m3), a Bologna (105 µg/m3), a Ravenna (103 µg/m3) e a Forlì (117 µg/m3).”</strong></strong></p>
<p>“Le previsioni meteo che, nello scorso mese di dicembre, avevano convinto le Regione a revocare le misure di limitazione della circolazione si sono rivelate più teoriche che reali – denuncia l’esponente dei Verdi – visto che dall’inizio del 2012, e quindi in soli 23 giorni, abbiamo registrato 15 sforamenti a Piacenza, 17 sforamenti a Parma e Reggio Emilia, 16 sforamenti a Modena, 14 a Bologna, 15 a Ferrara, 14 sforamenti a Ravenna, 18 a Forlì e 16 sforamenti a Rimini.”</p>
<p>“Ogni anno, in occasione degli accordi per la qualità dell’aria, tutti gli Enti locali concordano sulla necessità di rafforzare l’impegno per contrastare le cause dell’inquinamento, ma quando si tratta di realizzare concrete scelte di investimento delle poche risorse pubbliche, come al solito, in Emilia-Romagna si pensa soltanto a costruire  autostrade e a sviluppare l’utilizzo dei mezzi privati invece di puntare decisamente ad un miglioramento degli standard del trasporto collettivo e del sistema ferroviario regionale.</p>
<p>Questi dovrebbero essere gli obiettivi del nuovo PRIT (Piano Regionale Integrato Trasporti) che non vede ancora la luce, pur essendo passati oltre 2 anni dalla sua presentazione.”</p>
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		<item>
		<title>Smog: &#8216;Emergenza qualità dell&#8217;aria serve una svolta&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BOLOGNA]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria]]></category>

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		<description><![CDATA['Siamo al dodicesimo giorno consecutivo di sforamento dei livelli di PM10,  servono interventi straordinari  d'emergenza per tutelare la salute di tutti. Basta chiacchiere, vogliamo vedere una svolta.'
Queste le parole di Filippo Bortolini - Presidente dei Verdi di Bologna - che commenta i dati pubblicati da Arpa sul proprio sito, che certificano la lunga sequenza consecutiva di sforamenti e più in generale il raggiungimento del tredicesimo sforamento dei livelli limite per le PM10 nei primi ventidue giorni dell'anno.
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		class="fb_edge_widget_with_comment fb_iframe_widget"></fb:like><p>&#8216;Siamo al dodicesimo giorno consecutivo di sforamento dei livelli di PM10,  servono interventi straordinari  d&#8217;emergenza per tutelare la salute di tutti. Basta chiacchiere, vogliamo vedere una svolta.&#8217;<br />
 <br />
Queste le parole di Filippo Bortolini &#8211; Presidente dei Verdi di Bologna &#8211; che commenta i dati pubblicati da Arpa sul proprio sito, che certificano la lunga sequenza consecutiva di sforamenti e più in generale il raggiungimento del tredicesimo sforamento dei livelli limite per le PM10 nei primi ventidue giorni dell&#8217;anno.<br />
 <br />
Continua Bortolini:<br />
 <br />
&#8216;Ci sono stati giorni dove la concentrazione media rilevata in diverse centraline è stata il doppio del limite consentito  (18, 19, 22 gennaio 80 microgrammi rilevati nella centralina di via San Felice) non ci resta che indire un blocco immediato e generalizzato del traffico.<br />
Inoltre bisogna iniziare immediatamente a realizzare le pedonalizzazioni, sia nel centro storico che in perifieria, ma soprattutto facilitare la mobilità alternativa investendo maggiori risorse nella realizzazione di piste ciclabili.&#8217;<br />
 <br />
Continua Bortolini rilanciando alcune proposte specifiche:<br />
 <br />
&#8216;Dobbiamo installare telecamere &#8216;Rita&#8217; su tutte le corsie preferenziali della città così da migliorare ulteriormente la velocità dei mezzi pubblici, inoltre come Verdi lanciamo una nuova idea.<br />
Introduciamo un ticket d&#8217;entrata nel Comune di Bologna, per evitare che i residenti dell&#8217;hinterland vengano in città in auto ogni giorno.<br />
Dobbiamo pensare ad un sistema che ci permetta allo stesso tempo di monettizzare i costi che subiamo per colpa dell&#8217;inquinamento, ma che serva anche da deterrente.&#8217;<br />
 <br />
Conclude Bortolini:<br />
 <br />
&#8216;Costruiamo una rete di varchi in stile &#8216;Sirio&#8217; su tutte le strade d&#8217;accesso alla città, da Casalecchio a San Lazzaro passando per le uscite dei caselli autostradali e della tangenziale.<br />
Questo provvedimento, che non andrebbe a colpire le tasche dei residenti, potrebbe finalmente finanziare la svolta ecologica che tanto sta a cuore a noi e a questa amministrazione.&#8217;</p>
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		<title>Europa, la guida danese punta sulla &#8216;Green Economy&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 10:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROVINCIA]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[green economy]]></category>
		<category><![CDATA[green jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[La Danimarca è famosa per l'alta percentuale di energia prodotta da pale eoliche. Sarà anche per questo che, appena ha assunto la presidenza di turno dell'Unione Europea, ha con decisione affermato quali sono le priorità dell'UE. La sfida è rappresentata dal binomio tecnologie verdi-innovazione sostenibile, che rappresentano il programma danese per uno sviluppo europeo basato sulla green economy.

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<p><strong>ECCO LE PAROLE D&#8217;ORDINE DELLA PRESIDENZA DI TURNO EUROPEA: TECNOLOGIE VERDI, INNOVAZIONE SOSTENIBILE E EFFICIENZA ENERGETICA.</strong></p>
<p>La Danimarca è famosa per l&#8217;alta percentuale di energia prodotta da pale eoliche. Sarà anche per questo che, appena ha assunto la presidenza di turno dell&#8217;Unione Europea, ha con decisione affermato quali sono le priorità dell&#8217;UE. La sfida è rappresentata dal binomio tecnologie verdi-innovazione sostenibile, che rappresentano il programma danese per uno sviluppo europeo basato sulla green economy.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p>«Se vogliamo mettere le finanze su una rotta sostenibile &#8211; ha detto il ministro dell&#8217;ambiente danese, Ida Auken, in una presentazione a Bruxelles &#8211; dobbiamo sviluppare un nuovo approccio &#8216;verde&#8217;: usare le tecnologie verdi e l&#8217;innovazione sostenibile per rilanciare l&#8217;economia».</p>
<p>Questa è quindi la risposta danese alla crisi economico-finanziaria che ha strozzato la Grecia e messo in difficoltà molti Paesi, tra cui l&#8217;Italia. «E&#8217; importante dire che siamo in un periodo di crisi &#8211; ha aggiunto il ministro dell&#8217;ambiente danese &#8211; e sono tempi duri per l&#8217;Europa, ma e&#8217; anche importante ricordare che non c&#8217;e&#8217; solo la crisi finanziaria ed economica, ma anche una grave crisi ambientale e climatica». Auken ha voluto sottolineare il legame che c&#8217;è tra economia e ambiente in questo momento. «Una delle ragioni di quella economica e&#8217; che la produzione e&#8217; condizionata dalle crisi delle risorse».</p>
<p>I settori su cui si concentreranno gli sforzi sono numerosi: energia, agricoltura, trasporti, clima, ambiente e tecnologie. Sul tema energia sono considerati fondamentali l&#8217;efficienza e il risparmio, visto l&#8217;impegno europeo di ridurre dell&#8217;80-95% la quantità di Co2 prodotta. «Ogni euro speso per l&#8217;efficienza energetica &#8211; ha affermato Martin Lidegaard, ministro danese per l&#8217;Energia &#8211; andra&#8217; in occupazione e sara&#8217; un investimento per il futuro dell&#8217;Europa, quelli spesi per importare il petrolio invece andranno fuori dall&#8217;Ue».</p>
<p>da <a href="http://www.verdi.it">www.verdi.it</a></p>
</div>
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