E’ stata una frase a dir poco infelice quella uscita da Monti durante l’intervista a Matrix. Il posto fisso? Che monotonia! – ha commentato il presidente del consiglio, aggiungendo che «i giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita». Una precisazione, quella di Monti, che pare lanciare una frecciatina ai sindacati sull’art. 18 su cui, ha detto in più occasioni, non «deve esistere un tabù».
Non ha tardato a insorgere contro la frase il mondo del web che si è scatenato su twitter con ashtag come #monotonia e #vivalamonotonia. Sì, perché se è vero che nessuno si aspetta di conservare un posto di lavoro fisso vita natural durante, è vero anche che la flessibilità, in Italia, si accompagna attualmente a precarietà, mancanza di diritti, mancanza di prospettive. In pratica mancanza di futuro per generazioni e generazioni (soprattutto le più giovani), che vivono nell’angoscia e ‘tirano a campare’, senza poter contare nemmeno su un forte sistema di ammortizzatori sociali. Il sinonimo di tutto questo non è il divertimento (ovvero la mancanza di ‘monotonia’). La parola che ci si avvicina di più è la parola ‘disperazione’.
Si dice allibito dalle parole del premier il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che rileva, in esse, «una distanza siderale tra la sofferenza di chi vive le difficoltà e chi interpreta il governo del paese in maniera ragionieristica e quasi asettica. Il posto fisso sarà monotono per chi ha conti correnti milionari o possiede decine di immobili – ha aggiunto il leader ecologista – Non è di certo monotono per le generazioni di italiani che devono, contro la propria volontà condurre un’esistenza precaria per la precarietà dell’occupazione. Per gli italiani che vivono con 700-1000 euro al mese e non ce la fanno nemmeno a pagare un affitto o a campare la precarietà è un incubo». Ha commentato l’accaduto anche il co-presidente dei Giovani Verdi italiani Massimiliano Mazzola che ritiene «possibilmente pericolose le parole del Presidente Monti, in tempi di crisi, dove noi giovani viviamo un presente incerto, non pensiamo alla noia nel tentativo di trovare un po’ di serenità cercando un posto di lavoro. Riflettiamo sui sacrifici nostri e dei nostri familiari – ha continuato Mazzola – e sul rischio di non avere una pensione. Non pensi Monti di creare posti di lavoro modificando l’Articolo 18, piuttosto dovrebbe concretamente riconvertire in verde l’economia del nostro Paese. La Green Economy è la soluzione più vantaggiosa per affrontare e sconfiggere la crisi.»
Il prezzo della crisi finanziaria non deve essere la rinuncia alla tutele e ai diritti sociali né la totale deregulation ambientale, come è stato con il Decreto sulle liberalizzazioni. Se così dovesse essere, come si evince dalla parole dei ministri Passera e Fornero, «forse è il caso che la parola torni ai cittadini», ha concluso il presidente nazionale Bonelli.
da www.verdi.it

