“Il Sindaco fa un ragionamento relativo al rispetto delle regole e lo condivido, ma non esiste un problema di ‘pericolosità dei ciclisti’. Se vogliamo veramente intraprendere una svolta ecologica per Bologna dovremmo permettere alle biciclette di viaggiare ‘contromano’ come avviene gia in molte città tedesche, francesi ed olandesi.”
Queste le parole di Filippo Bortolini – Presidente dei Verdi di Bologna che interviene – nella discussione, nata su facebook e rilanciata dalle agenzie di stampa, che riguarda l’annuncio da parte del Sindaco Virginio Merola della ‘linea dura’ contro i ciclisti indisciplinati.
Il Presidente dei Verdi spiega la proposta degli ecologisti, già in subbuglio in questi giorni per l’abbattimento delle alberature di piazza Minghetti.
Continua Bortolini:
‘In Gran Bretagna si sono avviate sperimentazioni, mentre in Francia dall’estate del 2008 è permesso alle biciclette di percorrere nelle due direzioni anche le strade a senso unico a partire dai centri storici e dalle «zone 30».
E’ vero che tutto questo è permesso dall’approvazione di una legge nazionale, ma se vogliamo essere portatori di innovazione dovremmo promuovere un percorso di sperimentazione nazionale per progetti di questo tipo, proprio partendo dalle due torri.
Alle migliaia di amministrazioni locali francesi è bastato apporre un cartello aggiuntivo all’ingresso dei sensi unici, che recita semplicemente ‘escluse le bicilette’ e, all’altro lato della strada, un cartello che avvisa gli automobilisti della possibilità di incrociare ciclisti in senso inverso.’
Conclude Bortolini:
‘Come Verdi pensiamo che lo sviluppo della mobilità ciclabile sia fondamentale per segnalare una vera discontinuità con il passato e i risultati di Parigi sono inequivocabili più ciclisti in strada e un meno 30% di incidenti nelle nuove ‘zone 30′, come ha già dimostrato nel 2008 il centro studi governativo francese CERTU (www.certu.fr) che pubblicò una ricerca sui rischi derivanti da questa proposta di mobilità (nei 5 anni del test, nessun ciclista è rimasto ferito in incidenti verificatisi nelle 25 stradine a «controsenso ciclabile» di una cittadina alsaziana di 25mila abitanti, Illkirch-Graffenstaden, meno di 10 km a sud di Strasburgo).
Bologna dovrebbe candidarsi come laboratorio nazionale per sperimentazioni di questo tipo, partendo proprio dal centro storico.’

