Oggi l’Assemblea legislativa, con 26 voti favorevoli, 13 contrari e 6 astenuti ha approvato la modifica della legge regionale sulla caccia in deroga, adeguando la norma alla Direttiva comunitaria n. 79/409/CE per quanto riguarda le catture di uccelli allo scopo di utilizzarli come richiami vivi per l’attività venatoria.
La consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo ha votato contro a questo provvedimento presentandosi in Aula con una gabbia per uccelli da richiamo.
“L’uso dei richiami vivi – spiega la consigliera Meo – è un tipo di caccia anacronistico, di gravissimo impatto sull’avifauna migratoria, eticamente ormai inaccettabile e secondo milioni di cittadini da proibire, ma, essendo purtroppo ammessa dalla legge nazionale, andrebbe almeno effettuata nel rispetto delle norme: invece, oltre agli animali allevati, in alcune province della nostra regione si consente l’utilizzo anche di piccoli uccelli selvatici catturati allo scopo.
La Provincia di Parma, al contrario, ha deliberato nel 2005 il divieto di utilizzare i richiami vivi”. “In Aula – continua Meo – ho voluto ricordare l’inumanità di questa pratica vergognosa, che consiste nella cattura di questi animali con reti, nella loro chiusura in gabbie, e nel loro mantenimento in cantine buie per mesi, affinché al momento giusto cantino più forte per attrarre loro simili verso la morte”
“All’inizio del 2011 – conclude la consigliera dei Verdi – la Commissione Europea ha iniziato, proprio sulla cattura degli uccelli da utilizzare come richiami vivi, una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia e perciò, se il nostro paese verrà condannato, tutti gli italiani dovranno dunque pagare di propria tasca le sanzioni imposte per punire i provvedimenti illegittimi a favore dei soliti cacciatori.
L’obiettivo della normativa comunitaria, infatti, è la graduale diminuzione di tali metodi di cattura in deroga verificando prima la possibilità di ricorrere a soluzioni alternative alla cattura come l’allevamento.
” Sono più di 10.000 gli uccelli selvatici catturati ogni anno in queste condizioni in Emilia-Romagna, che si aggiungono a quelli provenienti da allevamenti (o dichiarati tali). Si è passati, infatti, dai 70 impianti di cattura autorizzati nel 2000 ai 44 nel 2005 fino ai 32 attuali mentre il numero totale di uccelli catturabili è sceso da 11.990 del 2000 a 11.205 nel 2005 fino agli attuali 10.045.

