di Beatrice Grasselli (da ‘Terra’ – qoutidiano ecologista del 21-01-2011)
MOBILITA’. Da oltre 40 anni si attende l’opera stradale perCasalecchio di Reno. Un progetto oramai vecchio. Le proposte dei Verdi.
Attesa da oltre 40 anni, la Nuova Porrettana per Casalecchio di Reno sta diventando ormai una chimera. Promessa come imminente dai vari sindaci che si sono succeduti – l’ex primo cittadino Luigi Castagna ne assicurava il completamento nel 2007 – l’opera stradale che, con un tratto di 4,2 chilometri paralleli alla linea ferroviaria, prevede il completamento della variante Porrettana è ancora in bilico, in attesa del pronunciamento del Cipe sul finanziamento della strada la cui complessità tecnica (la maggior parte viene interrata insieme alla parallela ferrovia) e i costi relativi sono aumentati negli anni fino a raggiungere gli attuali 260 milioni di euro. Nonostante l’assetto infrastrutturale incompleto, la città non ha rallentato la sua crescita, al contrario a partire dagli anni ’90 Casalecchio di Reno ha registrato un vero e proprio boom edilizio con la nascita di grandi comparti residenziali, dal quartiere Meridiana a San Biagio.
Le criticità sono così oggi sotto gli occhi di tutti: estenuanti code durante le ore di punta e elevati fenomeni di incidentalità. I dati raccolti per il Piano del traffico del comune di Casalecchio evidenziano infatti già oggi la presenza di flussi in transito ai confini con Sasso Marconi superiori ai 30mila veicoli equivalenti al giorno, un valore prossimo alla capacità tecnica della strada e, soprattutto, incompatibile con le caratteristiche urbane dell’asse viario. Per questo i Verdi per la Costituente ecologista di Casalecchio propongono oggi un cambio di rotta: occorre infatti gestire nel modo migliore per il benessere della città il periodo di attesa della Nuova Porrettana. Se anche l’opera venisse finanziata nei prossimi mesi, passeranno diversi anni prima che venga completata, anche per la gestione complessa dei cantieri che dovranno operare in zone densamente urbanizzate.
Occorre, dunque, alleggerire la Porrettana al più presto: l’ampliamento dell’autostrada A1 con il completamento della terza corsia e la prossima realizzazione del casello di Borgonuovo (località fra Sasso Marconi e Casalecchio), promessa da Società Autostrade per il 2011, sono gli elementi principali che consentono di mettere in atto misure per spostare parte del traffico dalla vecchia Porrettana all’Autostrada. Questi i provvedimenti che, secondo l’ingegnere trasportista Alfredo Drufuca, che ha analizzato la fattibilità tecnica della proposta, potrebbero liberare la vecchia Porrettana anche di 17mila veicoli al giorno (pari al 60% del traffico attuale). «Innanzitutto occorre ridurre l’attrattività della Porrettana rispetto al percorso autostradale con strumenti come i ‘semafori filtro’ e il riequilibrio degli spazi a favore di pedonalità, ciclabilità, sosta e verde urbano – sostiene Drufuca-. Poi occorre migliorare l’efficienza tecnica delle connessioni con l’autostrada, che devono essere le più dirette ed agevoli possibili, e per questo occorre che l’attuale progetto del casello di Borgonuovo sia modificato soprattutto per quanto riguarda il pericoloso incrocio a T per l’immissione nel viadotto».
Il terzo aspetto riguarda invece i costi. «Secondo le tariffe vigenti il tratto tra Borgonuovo e lo svincolo di Casalecchio dovrebbe costare 0,50 euro per i veicoli leggeri e 1,16 euro per i veicoli pesanti – spiega Drufuca. La riduzione o l’eliminazione dei pedaggi diventa così un elemento fondamentale per l’alleggerimento della vecchia Porrettana, con variazioni, stimate dal trasportista, tra il 40 e il 60%, a seconda della riduzione o dell’eliminazione dei costi». Su questi temi i Verdi per la Costituente ecologista stanno coinvolgendo i cittadini: lo scorso dicembre hanno organizzato un sfilata lungo la Porrettana e un incontro pubblico. Nelle prossime settimane la proposta verrà presentata alla maggioranza (Pd e Idv) di cui i Verdi per la Costituente ecologista fanno parte.
L’attuazione delle misure ‘emergenziali’ apre anche la via anche per un altro scenario: ovvero il potenziamento delle funzioni della ferrovia. Insomma i 40 anni del progetto Nuova Porrettana ormai si vedono tutti e probabilmente ripensare oggi, dopo aver spostato gran parte del traffico automobilistico sull’Autostrada, a finanziare solo il raddoppio della linea ferroviaria potrebbe davvero essere l’auspicata soluzione per ridare ossigeno alla città e basare i collegamenti tra Bologna e la Valle del Reno su una viabilità realmente sostenibile.
Beatrice Grasselli – Assessore all’Ambiente del Comune di Casalecchio di Reno


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