Mezzi di trasporto: La situazione in Italia e a Imola

Ogni giorno in Italia 600.000 camion (dico seicentomila!!!) viaggiano per trasportarel’84% delle merci che si muovono.

E i carri merci ferroviari quanta ne trasportano? l’1,43%! (dati di Repubblica dell’11 dicembre 2007).

Solo per avere un’idea più “locale”, in Emilia Romagna nonostante mille dichiarazioni di intenti è ancora in aumento il volume delle merci trasportate su gomma  (+0,17%) che assomma a 214 milioni di tonnellate annue trasportate.

Ma non potrebbe essere diversamente perché se dal regionale passiamo al locale, ognuno pensi da quanto tempo versa in disuso il vecchio scalo merci di Imola, quel piazzale enorme e vuoto alla sinistra della stazione, e quanto ci è voluto perché iniziasse a concretizzarsi anche solo l’idea del nuovo scalo merci (e speriamo di riuscire a costruirlo realmente). QUI potete leggere un’articolo su com’era lo scalo merci di imola

Se questo è un breve spaccato del trasporto merci, passiamo ora a parlare di trasporto pubblico locale partendo da alcuni dati.   In Emilia Romagna ci sono 61 auto ogni 100 abitanti (Imola è in linea), con trend in aumento e prevalenza di auto diesel (che producono più polveri sottili).    Dalla stazione di Imola partono mediamente 4500 pendolari al giorno, e potrebbero essere molti di più.   Perché?  Perché quotidianamente queste persone viaggiano su treni sovraffollati (ma qualche carrozza di coda resta chiusa!), subiscono i disagi di frequenti ritardi (e se non sbaglio sul  posto di lavoro o a scuola ci chiedono di rispettare degli orari!), trovano carrozze nelle quali la pulizia non è proprio il massimo. Quando poi non ci si imbatte nella soppressione del treno in partenza.  E oltre il danno la beffa perché i criteri di rilevazione di Trenitalia sono tali che, prendendo in esame anche il sabato e la domenica, rilevando i ritardi alla sola stazione di arrivo e non a quelle intermedie, rilevando il tempo di arrivo a Bologna a 1,5 km dal punto reale di arrivo, sembra che in termini di puntualità e di affollamento tutto vada brillantemente.   Ma così non è, tanto che molti potenziali utenti del treno usano l’auto (da soli) per andare al lavoro (da noi i concetti di car-pooling e di car-sharing faticano a prendere piede).

Quali le conseguenze di tutto ciò? A parte – scusate se è poco - la strutturale congestione di strade ed autostrade che obbliga i pendolari del lavoro a perdere inutilmente valanghe di tempo chiusi nella propria auto, tempo che si potrebbe gestire più piacevolmente in altre attività, quelle maggiori riguardano la salute. Perché secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) il trasporto su gomma è il principale responsabile dell’emissione di gas serra e di inquinanti dell’aria come ossido di carbonio, polveri sottili (PM10),  benzene, ossidi di azoto.   A tal proposito il Piano per la Salute ASL del Circondario Imolese del 2003 recitava:

  • l’inquinamento atmosferico  determina un aumento delle patologie respiratorie quali insufficienza respiratoria, bronchiti croniche, tumori del polmone. Uno studio recente del Policlinico S.Orsola-Malpighi evidenzia che la tosse da smog colpisce tre italiani su dieci, sani e non fumatori, e che il 30% dei bolognesi tossisce per tre mesi all’anno.
  • L’aumento da 30 a 60 microgrammi per metro cubo delle PM10  determina un raddoppio dei casi di ricovero per patologie respiratorie
  • PM10 e PM2,5 determinano effetti nocivi immediati anche sul cuore: un aumento di 10 microgrammi per metro cubo di PM10 determina l’1% di aumento dei rischi di infarto

ogni giorno circolano a Imola 40.000 veicoli a motore -

le soluzioni da adottare per ridurre gli inquinanti dell’aria, in ordine di importanza:

  • incentivare il trasporto pubblico casa/lavoro e casa/scuola,
  • modificare il sistema di trasporto merci
  • favorire l’uso collettivo dell’auto (car pooling) e quello condiviso dell’auto (car-sharing)
  • promuovere i carburanti puliti su automezzi privati, flotte aziendali, mezzi pubblici

Perché abbiamo citato questi dati? Perché normalmente abbiamo un’attenzione molto forte su fonti di emissione di inquinanti più visibili ed eclatanti mentre il traffico veicolare, sia da parte dei cittadini che dei politici, è sempre visto come un male minore se non necessario.   I dati invece rivelano una realtà ben diversa: il traffico su gomma è il principale responsabile dell’inquinamento atmosferico. Un ultimo dato su cui riflettere attentamente, prima delle conclusioni: i quarantamila veicoli/giorno che “trafficano” Imola equivalgono, in termini di potenza sviluppata (Mgw) e di agenti inquinanti emessi, circa 5 centrali come quella di prossima costruzione ad Imola. Ma se acqua calda e riscaldamento nelle nostre case non sono rinunciabili, è evidente, disporre di servizi alternativi efficienti renderebbe certamente possibile rinuciare ogni tanto all’uso dell’auto.

I cittadini hanno il sacrosanto diritto di potersi occupare della propria vita e della propria famiglia, hanno il dovere di rispettare le norme che politici e amministratori emettono, ma debbono avere la certezza che tali norme siano studiate e scritte con lungimiranza per il bene della loro collettività.

Spesso le nostre parole e i nostri richiami cadono nel vuoto, vuoi quando rivolti a politici avversi o anche amici, vuoi quando rivolti ai cittadini: forse perché talvolta “arriviamo troppo presto”, forse perché parlare di sacrifici e di scelte difficili (lungimiranza) in politica non paga, mentre paga di più il piccolo cabotaggio del breve periodo.

Veniamo al dunque. Sui temi sin qui trattati il nostro impegno, a Imola come in Regione (per la forza che abbiamo di farci ascoltare)è quello di puntare ad un coordinamento delle politiche urbanistiche, evitando il continuo allargamento delle città senza alcun studio dell’impatto sulla mobilità, è quello di premiare le collettività che effettivamente riducono i veicoli circolanti (e non di finanziare opere il cui beneficio è spesso aleatorio),  è quello di ragionare prima di viabilità e infrastrutture e poi di piani regolatori, è quello di affrontare i trasporti in maniera intersettoriale ed intergrata, è quello di moltiplicare l’uso di mezzi alternativi alla “gomma” – treni in primis -  per il trasporto delle merci, è quello di non parlare solo di complanare (altro asfalto e veicoli in strada) ma piuttosto di servizio ferroviario metropolitano e di scalo merci.

Le nostre strade ferrate vanno ammodernate in modo tale che maggiori quantità di convogli merci possano percorrerle, in modo tale che passeggeri e ferrovieri viaggino più sicuri, i treni per pendolari debbono essere frequenti, puliti, puntuali e capienti, il pendolare alla stazione di arrivo deve trovare biciclette disponibili e trasporto pubblico urbano efficiente e coordinato.   Solo così potremo ridurre il traffico su gomma, potremo ridurre malati e morti per inquinamento, potremo ridurre morti e invalidi per incidenti stradali, mantenendo il nostro sacrosanto diritto alla mobilità su gomma per il nostro tempo libero (dove il treno non arriva).   Vi sembra utopia?   Forse lo è, ma è solo con l’impegno e l’aiuto di tanti  che si potranno avere più ferrovieri e meno camionisti, più pendolari e meno automobilisti, meno stress-costi-inquinamento-incidenti da auto.

In questo periodo la Regione Emilia Romagna dovrà rinnovare il proprio contratto di servizio con Trenitalia, contratto che alla Regione costa molti soldi (i nostri soldi) e a fronte del quale vanno richiesti più servizi, contratto che secondo noi va migliorato in diversi punti affinchè venga garantita maggiore qualità nel servizio agli utenti, anche attraverso sanzioni ben più consistenti di quelle oggi previste.   Chi intende darci una mano segnalandoci disservizi, disagi, ritardi, soppressioni di treni, scarsa pulizia e altro (e perché no, anche per sostenerci) può inviarci un sms al 388-7997769 oppure una mail agruppover@regione.emilia-romagna.it

Mauro Barnabè – Consigliere nel comune di Imola per la Sinistra Arcobaleno

questo articolo è datato dicembre 2007 ma è ancora attualissimo….